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La storia di Le Ferriere

 

In questa località chiamata "Le Ferriere", vi era Satricum(gli abitanti di satricum andranno poi insieme ai volsci a fondere nella zona dell'attuale borgo di Nettuno il primonucleo di quella che diventerà Antium che con il tempo si trasformerà in Nettuno e ancora dopo una parte di Nettuno si stacchera dalla città prendendo il nome di Anzio), un'importante città latina situata presso il fiume Astura, riportata al primo posto nella prima lista di Plinio.

Era sede di un'importante santuario dedicato alla Mater Matuta, che rimase frequentato anche dopo la distruzione della città, almeno fino al II secolo a.C. Il santuario era sede inizialmente di un culto praticato all'aperto, sull'acropoli cittadina. Nel VI secolo a.C. venne eretto un primo tempio, sostituito da secondo edificio di maggiore ampiezza nel V secolo a.C., che continuò ad essere restaurato nei secoli successivi e del quale restano importanti resti.

Il sito è stato oggetto di scavi che hanno interessato l'abitato antico, con il santuario della Mater Matuta, e la necropoli, riportando alla luce una grande quantità di oggetti, tra cui spiccano alcune stipi votive del santuario, e una nota epigrafe in latino arcaico (vedi: Testi latini arcaici).

Alle Ferriere nell'estate del 2004 è stato ritrovato il più antico reperto enologico dell'Italia centrale: si tratta di uno skyphos in argilla depurata, datato alla metà del V secolo a.C.. Il vaso faceva parte di una tomba volsca collocata lungo la strada che dal Tempio della Mater Matuta portava ad Anzio.

 

Fonte: Wikipedia