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Litorale in ginocchio

24/12/09

 

Ormai le mareggiate che divorano le nostre spiagge con tutto ciò che si trova sopra di esse non è più un caso improvviso ed eccezionale, ma un fenomeno che ogni anno si ripresenta puntuale con il maltempo invernale . Colpa dell’erosione che ogni anno fa avanzare l’acqua e rende gli effetti del mare grosso sempre più devastanti. La scorsa notte le onde hanno letteralmente divorato oltre 300 metri di litorale a Foceverde, cancellando di fatto due stabilimenti, Tortuga e Nausica e danneggiando altri quattro: Buena Onda (ironia del destino), Valentina, Cancun e Polizia di Stato. I danni per gli operatori sono ingenti. In effetti il paesaggio ieri mattina si presentava spettrale, da «day after» con ovunque i segni della distruzione. Eppure gli allarmi in questi anni, ripetuti in continuazione anche nelle scorse settimane, non sono mancati, ma nulla è stato fatto di concreto per fermare un fenomeno che a questo punto finisce di essere «naturale» ed entra tra quelli le cui responsabilità sono umane, di chi ha fatto poco per mettere in sicurezza le coste del nostro lungomare e quel poco lo ha fatto male. E’ questa l’accusa degli imprenditori colpiti, in particolare del titolare del lido Nausicaa, Andrea Calvani, che ormai si definisce «ex titolare» di qualcosa divorata dal mare che non esiste ormai più. «Sono arrivato e non ho trovato più nulla - spiega - Siamo stati completamente azzerati. E’ tutto da ricostruire, ma che senso ha spendere ulteriori 90 mila euro (a tanto ammonta il danno subito ndr), per poi essere di nuovo minacciati dal mare il prossimo inverno». Sia al Nausicaa che al Tortuga sono state distrutte le vasche per la piscina e l’idromassaggio, le pedane in legno non smontate in autunno e gli impianti idrici ed elettrici. «Ormai non si può più considerare le mareggiate un fenomeno eccezionale ed imprevedibile - sottolinea Calvani - ma una conseguenze dell’erosione delle coste alle quali non si è posto rimedio. Questo fa sì che il disastro al quale assistiamo ora si ripeta costantemente. Già a settembre avevamo chiesto agli uffici comunali competenti di assegnarci un altro tratto di spiaggia più a sud, nella parte meno colpita dal fenomeno. Ora cercheremo di individuare i colpevoli dei danni subiti - promette l’imprenditore turistico - ai quali chiederemo il risarcimento dei danni. Qualcuno ha delle responsabilità in questo ripetersi di eventi disastrosi per le coste e per noi ed è ora che paghi. Si è fatto poco finora per fermare l’avanzata del mare e gli ultimi interventi, con la costruzione dei pennelli, sono stati parziali e sbagliati. Per il tratto di costa che ci riguarda gli effetti si sono amplificati. A breve - conclude Calvani - il mare arriverà a mangiare anche la strada, bloccando il lungomare con danni per i residenti e per tutta l’economia turistica »

 

FONTE: Latina Oggi

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